Vinalia – Quando bere era sacro

Oramai lo sanno tutti, ma proprio tutti.

Noi archeologi siamo una razza senza speranza, offriamo libagioni agli dei e non appena arriva la bella stagione eccoci pronti a invadere giardini, parchi e terrazze in compagnia del nostro amato bambinello*

*Per chi non ne fosse a conoscenza, con l’antico termine bambinello si fa spesso riferimento a un contenitore in plastica – dalla forma di sacro neonato- della capienza di ca. 5 litri, contente vino rosso e bianco.

Proprio quando la Festa della Liberazione è alle porte, ogni anno noi di Archeo Cafè siamo soliti festeggiare la bella stagione commemorando una delle feste della Roma antica più belle e dannatamente divertenti: la VINALIA PRIORA o Urbana.

Vinalia priora, quae ante hos dies sunt VIIII kal. Mai. degustandis vinis instituta, nihil ad fructus attinent, nec quae adhuc diximus ad vites oleasque, quoniam earum conceptus exortu vergiliarum incipit a. d. VI id. Mai., ut docuimus. aliud hoc quadriduum est, quo neque rore sordidas velim — exurit enim frigidum sidus arcturi postridie occidens —, et multo minus plenilunium incidere. (PlinioHistoria naturalis XVIII, 287)

Bacco-Michelangelo - Museo nazionale del Bargello
Bacco – Michelangelo (Museo nazionale del Bargello)

Celebrata il 23 Aprile in onore di Giove si “assaggiava” il vino nuovo, lasciandosi cullare dall’ebbrezza del dolce nettare. Anche se i festeggiamenti erano dedicati al potente Signore di tutti gli dei, nel tardo impero il festival incorporò Venere come dea del giardino e del bere.

Affianco alla Vinalia Priora il 19 agosto, sempre Plinio, ci parla della VINALIA RUSTICA o Altera. Quale occasione migliore per bere se non quella di vedere i primi grappoli maturare sotto il sole di fine estate? Bere per propiziarsi il raccolto e gioire delle gioie della vita.

Quanto la sapevano lunga questi benedetti romani…

Durante la sacra festa, il Flamen Dialis sacrificava un agnello a Giove mentre spremeva tra le mani dei grappoli d’uva. Alle donne, in queste occasioni, veniva dato un vino diluito per abbassare il livello di alcool a causa della perdita di controllo continua che avveniva a queste feste.

Ecco la verità!

Augurando a tutti voi un felice 25 Aprile, libero da ogni forma di fascismo, odio e dittatura, vi lasciamo con un frase di Aristofane (450 a.C. – 388 a.C.)

Bevendo gli uomini migliorano:
fanno buoni affari,
vincono le cause,
son felici
e sostengono gli amici.

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