Hai mai visto la befana? Ti sveliamo chi è realmente così da estorcerle un po’ di dolci!

Chi è questa anziana signora?

In realtà la Befana – il cui nome appare già dal XV secolo e deriverebbe dalla corruzione della parola Epifania, manifestazione, ossia la prima pubblica manifestazione del divino Gesù – ha un’antica storia che si perde nella notte dei tempi e che non può certamente essere ridotta alle più recenti stratificazioni culturali e commerciali. Tradizionalmente si ipotizza che tale personaggio vada associato ad usi e consuetudini legati al calendario agrario: in origine “Befana” avrebbe indicato il fantoccio da esporre nel corso della dodicesima notte trascorsa dopo il giorno del Sol Invictus, a testimoniare la fine del delicato periodo di passaggio seguito al solstizio invernale e l’inizio ufficiale del nuovo corso solare ed annuale

Qual è la storia di tale festa? Alcuni documenti di Tito Flavio Clemente d’Alessandria, un teologo del 150 d.C. circa, attestano che le prime comunità cristiane d’Alessandria d’Egitto formate dallo gnostico Basilide (i “Basilidiani”) pochi anni prima, amavano celebrare la Natività di Gesù Cristo, e con essa anche l’Epifania come la “manifestazione del Signore al mondo”, il 15º giorno del mese di Tybi dell’antico calendario alessandrino, che corrisponderebbe al nostro 6 gennaio.
A partire dal III secolo circa, le comunità cristiane del Vicino Oriente associarono il termine Epifania ai tre segni rivelatori di Gesù Cristo, e cioè: l’adorazione dei Magi, il battesimo di Gesù adulto nel fiume Giordano, ed il primo miracolo di Gesù avvenuto a Cana. Tuttavia, i primi cristiani di Gerusalemme non festeggiavano il Natale il giorno 25 dicembre: un documento chiamato Itinerarium, opera della pellegrina Egeria, narrerebbe la suggestiva presenza di vescovi cristiani in visita a Betlemme la sola notte del 6 gennaio, più otto giorni di celebrazioni liturgiche successive a questa stessa data, e una festa della Resurrezione di Cristo in primavera.

Nel 386 d.C. Giovanni Crisostomo, in contrasto alle ricorrenze giudaiche, sostenne fermamente la celebrazione del Natale al 25 dicembre. Pertanto, sia le comunità cristiane di Antiochia, quindi della Tracia e dell’Anatolia, si adeguarono a tale data. Alcuni storici come Erbes, darebbero le date liturgiche separate del Natale e dell’Epifania già come tacitamente pre-accordate già durante il Concilio di Nicea del 325 d.C.. Certo è che, sia il Crisostomo, che un altro famoso Padre della Chiesa, San Girolamo, sostennero che, se il Signore si manifestò in Gesù bambino a Betlemme, Egli si rese veramente pubblico trent’anni dopo, nel Gesù adulto del Giordano. Pertanto, già sul finire del IV secolo, adorazione dei Magi e Battesimo di Gesù divennero due ricorrenze separate.

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Ma allora cosa vogliono i Re Magi?

La storia della Befana è indissolubilmente legata alla figura di questi misteriosi personaggi, quanto meno nella nostra cultura popolare: per la verità, ai sacerdoti ed astronomi zoroastriani è dedicato un solo riferimento in Matteo. Gli altri narratori della vita di Gesù tacciono, ma la tradizione successiva cristiana ha rielaborato con molti dettagli quelle figure che, nel nostro immaginario, sono tre, re, con tanto di nomi ben precisi (tutti dati assenti nel Vangelo, nel quale si parla esclusivamente dei doni di oro, incenso e mirra). Proprio l’adorazione da parte dei Magi, giunti a Betlemme grazie alla guida di una cometa, unitamente all’offerta dei doni, costituisce la prima epifania del bambino Gesù all’intera umanità ed è dunque quello che si celebra nella Religione Cristiana. Se, comunque, doveste preferire i riti pagani, la Befana può comunque fare al caso vostro, con la sua aria da vecchia che personifica quello che ci siamo lasciati alle spalle ma pronta a dispensare doni per augurare un buon inizio del nuovo ciclo a chiunque se lo sia meritato.

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I Magi vanno dunque ad adorare Gesù bambino, ma chi indica loro la via? Come noto tale compito è attribuito alla stella cometa, la cui origine è italiana.
La storia sembra sia nata da un quadro di Giotto, dipinto nel 1301 alla Cappella degli Scrovegni di Padova.
Il pittore, accanto alla Natività, dipinse l’Epifania e, sopra la capanna dipinse una cometa solo perché proprio nel 1301 apparve in cielo la famosa cometa di Halley, allora molto luminosa ed appariscente, cosa che all’epoca fece molto scalpore.
Nell’antichità era molto comune raccontare come alcuni eventi importanti fossero preannunciati da fenomeni celesti e tutte le più grandi divinità dell’antichità sono legate agli astri. Lo stesso Faraone egiziano era chiamato appunto la stella d’Egitto e sempre in Egitto, Horus, concepito dalla dea vergine Iside era chiamato “astro del mattino”.

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