Come uccidere un gigante. Guida pratica alla gigantomachia Disney

Esattamente 115 anni  fa (5 dicembre 1901) nasceva a Chicago Walt Elias Disney.

Il personaggio non ha bisogno di presentazioni. I sogni che ha offerto con il suo marchio, nel corso di più di un secolo, in alcuni casi sono stati un vero e proprio patrimonio per l’Umanità.

Ma cosa può collegare Walt Disney alla cultura classica? Ma, ovviamente, il  lungometraggio a cartone animato che ha fatto sognare tutti i bambini degli ultimi anni ’90, ossia Hercules, la versione disneyana del mito di Ercole.

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Molti bambini di allora (era il 1997, ben 31 dopo la morte di Walt Disney), saranno stati affascinati ed avvicinati dalla cultura classica dal film. Sarebbe inutile e controproducente criticare le grosse differenze ed incongruenze rispetto al racconto originario della mitologia greca (Ade, e non Era, è raffigurato come il peggior nemico di Ercole). Certo è che la Disney, anche con Hercules, espresse un ennesimo soggetto di qualità, valido per contenuti e disegni.

Rivedendo dopo anni Hercules, ogni archeologo non può fare a meno di sorridere, tra le tante cose, osservando la rappresentazione della Gigantomachia.

Nel film, Ade libera i Giganti (nel film sono chiamati Titani, fondendo due miti diversi insieme), rintanati sotto terra, dopo aver complottato contro Zeus. S’ingaggia così una feroce lotta  tra gli dei dell’Olimpo, che sembrano sul punto di soccombere, quando Hercules, intervenendo sulla scena, riesce a ribaltare la situazione. Notevoli le discrepanze rispetto alla storia originale: a parte il fatto che Ade parteggia dalla parte degli dei dell’Olimpo nella lotta, i Giganti nel film Disney sono solo 5 ( con i nomi fittizi di Roccia, Ghiaccio, Colata, Uragano e Ciclope), anziché 24.  Similmente al mito classico, invece, un ruolo chiave lo svolge Ercole, in quanto i Giganti possono essere uccisi dagli dei solo con l’aiuto di un semidio.

Il mito della Gigantomachia nel panorama culturale greco trova forse la sua origine nella lotta degli Elleni (la cui rappresentazione sono ovviamente gli Dei olimpionici) contro un popolo straniero (i Giganti). La vittoria del pantheon, insomma, rappresenterebbe il trionfo della cultura classica.

Per chi si è affezionato al mito greco da bambino con Hercules, dove per forza di cose i registi hanno dovuto cambiare la storia, possiamo consigliare una necessaria visita turistica di piacere.

Una delle più splendide rappresentazioni della Gigantomachia era stata scolpita nel II sec. a. C.  a Pergamo, sul fregio dell’Altare di Zeus, per onorare le vittorie del sovrano ellenico Eumene II (197-159 a.C.) sui Galati, popolazioni galliche che avevano invaso la penisola anatolica e si erano scontrati con il Regno di Pergamo.

L’altare fu distrutto durante l’Impero Romano da incursioni di barbari nel III sec. d.C., ma alla fine del XIX sec. archeologi tedeschi scavarono nell’area recuperando lo stupendo fregio con Gigantomachia, assieme ai resti dell’altare, portandone i resti a Berlino e ricreando lo stesso altare all’interno del museo (oggi chiamato, per l’appunto “Museo di Pergamo”).


Ora che sapete come stanno i fatti… cosa preferite la Gigantomachia Disney o quella di Pergamo? O tutt’e due?

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