Italia, patrimonio dell’umanità: 71 anni di UNESCO

Un anniversario speciale ricorre oggi: la fondazione dell’UNESCO (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization).

Creato per la tutela del patrimonio storico-artistico, per la diffusione della cultura e dell’educazione, oggi l’Unesco conta 195 Paesi membri e 10 associati  ed ha la propria sede centrale a Parigi.

La fine della II Guerra Mondiale

Il 16 Novembre 1945 fu firmato l’atto costitutivo del nuovo organo Onu, dopo un lungo lavoro iniziato nel 1943. I Paesi che avevano aderito al nuovo ente erano all’inizio solo 20 – il loro numero esiguo rifletteva la drammatica situazione dopo il secondo conflitto mondiale – e tra i grandi assenti vi era l’Italia. Il nostro Paese dovette infatti attendere e venne ammessa tra gli Stati membri solo l’8 Novembre 1947, per decisione unanime dei membri della Conferenza Generale dell’Unesco a Città del Messico.

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Prima conferenza UNESCO, 1946, Parigi

Da allora, l’Unesco ha provato a creare, nei limiti delle sue possibilità, una vera e propria “Cultura della Pace”. Sempre il 16 Novembre, nel 1972, a Stoccolma, venne infatti accettato il testo della Convenzione del patrimonio mondiale. Nel testo i firmatari si impegnavano a difendere le testimonianze culturali, di qualsiasi natura, materiale e non.

All’aggiornamento della lista delle properties dell’Unesco, ad Istanbul nel Luglio 2016, si contavano 1052 siti di diversa natura (culturali, naturali e misti) in 165 Paesi.

L’Italia vanta una notevole posizione nel possesso dei sigilli Unesco, essendo in prima posizione davanti alla Cina (avendo quest’ultima 50 siti contro i 51 nostrani). Un dato impressionante, che dovrebbe rendere orgogliosi gli Italiani, coscienziosi di aver dato un’ingente quantità di bellezza al Mondo. Insomma, che l’Italia sia il “Bel Paese”, non è un luogo comune, ma un dato di fatto. Ci sarebbe da meditare – anche se sembra esser diventato, purtroppo, un vuoto mantra – quanto poco abbiamo valutato il nostro patrimonio storico- artistico nel corso di questi anni, quanto ne avremmo potuto “guadagnare”, nel migliore dei sensi.

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Ma quali sono le sfide future per l’Unesco?

In un mondo dove la condivisione dei dati e della cultura, grazie anche al Web, può essere immediata, così come la circolazione delle persone, le prospettive dovrebbero essere rosee. La condivisione della cultura può rivelarsi uno strumento molto potente nel preservare la pace mondiale – uno strumento pulito . Molto più, forse, di talune missioni militari (cosiddette di peacekeeping) che la stessa Onu ha autorizzato nel corso di questi anni, non sempre con risultati soddisfacenti.

Quindi: potere alla cultura!

Per saperne di più:

–  Per una storia generale dell’Unesco.
–  World Heritage List, una lista aggiornata del Patrimonio dell’Umanità.
–  Sito del comitato Unesco italiano.

Continua a seguire il nostro BLOG e dai un’occhiata ai nostri articoli precedenti!
Clicca qui per leggere il nostro articolo su: Alberto Angela e tecniche di rimorchio!

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